I bambini della città di K

dalla TRILOGIA DELLA CITTÀ DI K di ÀGOTA KRISTÓF
Drammaturgia e regia DAVIDE IODICE
con MONICA ANGRISANI e TANIA GARRIBBA
Elementi scenici MASSIMO STAICH
Produzione LIBERA MENTE

I bambini della città di K [1998] è una storia di guerra, ma la guerra che si racconta non ha confini geografici, né limiti storici. L’odio e la violenza di cui si parla non sono quelli dettati da obbiettivi politici o dalla brama di spartizioni territoriali, è una guerra vista dal buco della serratura, dall’ultimo campo rimasto non arato di una provincia sconosciuta al mondo. Le ferite non sono inferte solo da armi da fuoco, e i nemici sono anche quelli senza divise, gli abitanti di quello stesso paese in cui ogni giorno sempre più botteghe rimangono senza bottegaio. Dal momento in cui la mamma sparisce dietro la collina nuove regole entreranno a far parte dell’esistenza dei due bambini protagonisti del racconto. E allora la vita diventa un esercizio di sopravvivenza. L’esperienza dello stare al mondo segnata ogni giorno su un taccuino per conservare memoria di se stessi. La resistenza dell’infanzia e della fantasia a un mondo di adulti con leggi spietate e incomprensibili. Non c’è giudizio, né pietà, né più amore, solo la ricerca di un gesto necessario.
Lo spettacolo fa parte di un progetto sulla narrazione teatrale in cui di volta in volta, uno, due, tre attori mettono a disposizione il proprio corpo e la propria voce per raccontare delle storie. Piccole storie inessenziali, punti di vista marginali o stravaganti, utopie infantili, incubi notturni…testimonianze. Delle valigie leggere e trasportabili.