Pinocchio, che cos'è una persona?,

Pa di Davide Iodice

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Prima tappa del nuovo percorso di ricerca e creazione ideato e diretto da Davide Iodice.
Training: Chiara Alborino e Lia Gusein Zadè
Tutor:Scuola Elementare del teatro
Organizzazione e curatela: Interno5
In collaborazione con Teatro di Napoli-Teatro Nazionele e Scuola Elementare del Teatro.


Pinocchio come emblema della diversità
Una residenza creativa di 12 giorni, all’interno del Festival, aperta a un massimo di 15 ragazze e ragazzi con disabilità fisica e intellettiva, accompagnati da un familiare o da un tutor, e a persone che vivono una condizione di fragilità.

«Nel mio personale arsenale delle apparizioni, che uso nei vari processi pedagogici, nella mia geografia sentimentale, questo mito popolare – spiega Davide Iodice – costituisce un centro più volte attraversato e al quale ora ritorno con una nuova chiave di lettura. L’idea è riemersa all’interno del ciclo Vocazione e Ricerca della Scuola Elementare del Teatro, il laboratorio con accesso prioritario a fasce disagiate economicamente e socialmente e particolarmente attento alla disabilità intellettiva e fisica.

Il lavoro di ridefinizione delle identità attraverso l’uso dello strumento dell’Arte, la centralità della persona e delle sue fragilità, si sono sostanziati lo scorso anno in una serie di studi ispirati alla figura del burattino Pinocchio che ci è sembrato così fratello dei ragazzi con sindrome di Down o di autismo, o Williams, o Asperger che compongono l’articolato gruppo di lavoro. Come pure appartiene alla stessa famiglia di quei ragazzi ‘miracolosamente’ sottratti al crimine o in pieno percorso di ridefinizione della propria esistenza all’uscita del carcere che non hanno potuto(?), saputo(?) evitare. Pinocchio e l’intera compagine simbolica della favola sembrano incarnare tutte le caratteristiche di un’adolescenza incomprensibile, incompresa, nel cui tormento a tratti gioiosamente furioso, a tratti cupo e irredimibile, si specchia una società di adulti da macchietta o in rovina: in forme più o meno ambigue, corruttori. Pinocchio è il diverso, è tutti i diversi, con la loro carica anarchica e dirompente ma è pure il legno ‘stuprato’ come diceva Bene, dalla perversione ‘dell’immagine e somiglianza’ aggiungo io di un Padre, di tutta una Società normalizzante per la quale il concetto di Persona ha canoni rigidi, di convenzione, borghesi.

  • Ecco allora che si è una non – persona fino a quando non si scende a patti, non si diventa ‘buoni’, non si cancella ogni minima traccia di una ‘eccezionalità’, non si diventa uguali. O non-persona, e quindi pezzo di legno, o burattino buono per un po’ di spettacolo, o animale (cane da guardia, asino); in ogni caso una mostruosità. Pinocchio, in una prima stesura, finiva con l’impiccagione del burattino, come a segnare una impossibilità di uscita, poi corretta da Collodi con una definitiva, conciliante, benevola trasformazione in bambino, in Persona. Sì, ma cos’è una Persona?». 


DAL 14 GIUGNO AL 23 LUGLIO - RIDOTTO DEL TEATRO MERCADANTE - CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 22 -